Digital Training

Saper condurre riunioni efficaci dal vivo o saper fare dell’ottima formazione in aula non significa essere capaci di condurre le stesse riunioni online…

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Saper condurre riunioni efficaci dal vivo o saper fare dell’ottima formazione in aula non significa essere capaci di condurre le stesse riunioni online…

Dì la verità: cosa fai di solito mentre ascolti un webinar?

È ormai consolidato che la maggior parte dei partecipanti si dedica a tutt’altro: c’è chi risponde alle email e chi continua a lavorare o chattare sui social; e c’è persino chi cucina… Insomma, facciamo di tutto, tranne che mantenere il focus dell’attenzione soltanto sul contenuto della riunione. E dal momento che il nostro cervello non apprende e non memorizza durante il multitasking, c’è da chiedersi che senso ha partecipare…

Ma se andiamo a indagare il motivo di queste distrazioni è presto detto: ci annoiamo quando siamo passivi! Ecco allora l’importanza per coloro che organizzano webinar, riunioni o seminari online, imparare a coinvolgere i partecipanti, il più possibile!

Come fare? È presto detto!

È necessario strutturare l’evento in modo decisamente diverso dall’aula, seguendo regole nuove, una nuova preparazione e una progettazione che tenga conto di cosa succede realmente al nostro cervello, quando manca la prossimità. Facciamo un esempio: secondo te per quanto tempo riusciamo a mantenere ininterrotto il focus della nostra attenzione su un singolo compito? Ore, minuti o secondi?

Da un recente studio condotto da Microsoft (e consultabile a questo link https://it.scribd.com/document/265348695/Microsoft-Attention-Spans-Research-Report) , pare che il nostro livello di attenzione sia peggiore di quello di un pesciolino rosso! Con l’avvento dell’era digitale, infatti, siamo drammaticamente peggiorati, fino ad arrivare a una media di 8 secondi (mentre il pesciolino ne ha ben 9).

Questo dato è estremamente importante, perché condiziona tutta la fase di progettazione dell’evento, che dovrà bilanciare molto attentamente le fasi di esposizione e i momenti di confronto, coinvolgimento o sperimentazione. Si dice che se parli online per più di 5 minuti di seguito senza aver fatto almeno una domanda al tuo pubblico, lo stai legittimando a distrarsi!

La fase di progettazione, quindi, deve prevedere l’utilizzo dei diversi strumenti a nostra disposizione: possiamo lanciare un sondaggio per far emerge una tendenza, o ingaggiare attraverso quiz gamificati. Possiamo chiedere di rispondere a una domanda in chat, oppure di risolvere un waitbreaker. Far prendere una posizione attraverso le open ended questions, o usare il ranking per definire delle graduatorie. Per facilitare il lavoro di gruppo, poi, possiamo utilizzare le breakout rooms, le lavagne bianche e le simulazioni. Si possono usare i post-it per far prendere delle decisioni o chiedere di muovere la parte alta del corpo, (viso, tronco e braccia) per veicolare particolari messaggi o compiti.

Ci sono quindi tanti modi per coinvolgere e interagire con i partecipanti, anche online.

Un’altra caratteristica degli eventi online dal vivo è l’effetto palcoscenico: preferiamo, cioè, osservare senza essere visti e soprattutto osservare gli altri e non la nostra immagine riflessa… Le webcam spente, però, portano automaticamente le persone in un contesto di anonimato, in cui iniziano a sentirsi inconsapevolmente meno responsabili e ad agire una serie di comportamenti disfunzionali. Ecco, quindi, l’importanza di siglare una sorta di patto iniziale, in cui le responsabilità di ciascuno e le regole di gestione dell’evento sono chiare e dichiarate fin dall’inizio!

Un terzo elemento fondamentale è la voce. La tua voce!

Nell’atto comunicativo, infatti, abbiamo un gran bisogno del contatto visivo, che ci permette di osservare i segnali para linguistici dettati dal corpo, per rafforzare l’empatia e la comprensione del messaggio. E tutto questo manca negli eventi online. Pertanto, la leadership di chi conduce l’evento deve fondarsi su presupposti diversi da quelli tradizionali, che vanno allenati e potenziati offline, quando le webcam sono ancora spente. Mi riferisco al nostro modo di parlare e alla qualità comunicativa del suono che emettiamo, quando emaniamo il nostro messaggio. Parliamo velocemente oppure piano? Abbiamo un volume alto o basso? Il tono è acuto o greve? Abbiamo una parlata fluida o ci mangiamo le parole. Insomma, abbiamo l’abitudine di modulare la voce, oppure siamo monocorde? L’uso della voce diventa lo strumento principale per catturare l’attenzione, mantenerla nel tempo e coinvolgere i partecipanti nel contenuto.

Ciò che abbiamo visto è soltanto la punta dell’iceberg delle differenze tra eventi in presenza e online: molti altri aspetti giocano un ruolo fondamentale nella buona riuscita di una web session. Improvvisarsi speaker online senza una adeguata preparazione ci fa correre il rischio di essere inefficaci e di cadere presto nell’oblio! Allora, prepariamoci, scopriamo le nuove strategie comunicative, potenziamo la nostra voce, inseriamo le tecniche di coinvolgimento, pianifichiamo i momenti di confronto e strutturiamo il nostro intervento online affinché sia dinamico, interattivo, appassionante e decisamente piacevole!

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