Quando sbagli provi vergogna o colpa?

Spesso vengono confuse o usate come sinonimo. Ma sono molto diverse. I manager che comprendono la differenza sono quelli in grado di...

Quando sbagli provi vergogna o colpa?

Spesso vengono confuse o usate come sinonimo.
Ma sono molto diverse. I manager che comprendono la differenza sono quelli in grado di dare una marcia in più al proprio team.

Quando sbagli provi vergogna o colpa?

Sophia, una bimba di tre anni, sta osservando allibita le braccia staccate dell’orsacchiotto che tiene in braccio.

Il signore che gliel’ha prestato le ha proprio detto che tiene molto a quell’orsacchiotto: è il suo preferito! Poi è uscito dalla stanza, lasciandola sola.

Ma mentre lei lo sta prendendo per le braccia, queste si staccano dal corpo, rompendolo in tre parti.

Così, Sophia ha soltanto il tempo di sgranare gli occhi e cercare di capire cosa ha fatto, prima che arrivi il signore a chiederle cosa è successo al suo orsacchiotto preferito.

La risposta che Sophia tenderà a fornire al ricercatore, potrebbe dire quanta propensione avrà in futuro a prendersi dei rischi, elaborare gli errori come fonte di apprendimento, e addirittura percepire sé stessa in modo positivo. E questa risposta dipende dall’emozione che prova.

Sono state fatte molte ricerche e diversi esperimenti per capire come i bambini e le bambine reagiscono agli errori e quali conseguenze quelle risposte possono avere sul loro sviluppo emotivo e cognitivo. I più noti sono, appunto, quelli del giocattolo rotto: si fa credere al bimbo o alla bimba di aver rotto un giocattolo -precedentemente manomesso- di proprietà di un adulto e si osserva le sue reazioni.

Se Sophia proverà vergogna, tenderà a nascondere l’orsacchiotto, evitare il contatto visivo, in un atteggiamento di allontanamento di sé dagli altri.

Se, invece, proverà senso di colpa, più facilmente confesserà quanto accaduto, mostrerà il giocattolo rotto all’adulto e cercherà un modo per ripararlo, dispiaciuta per il torto arrecato.

Saper distinguere la vergogna dalla colpa costruttiva è importante per coloro che gestiscono risorse umane e sono chiamati a dare feedback, perché spesso vengono confuse o usate come sinonimo. Ma benché possano partire da uno spunto comune, le due emozioni hanno una coloritura, un gusto, una manifestazione fisica diverse e, non ultimo, dei comportamenti e delle conseguenze diametralmente opposte.

Quando proviamo senso di colpa valutiamo le nostre azioni come cattive; pensiamo di aver fatto qualcosa di sbagliato, di aver agito un comportamento inadeguato e tentiamo di regolare quell’emozione cercando un modo per riparare al torto.

Pertanto, la colpa costruttiva viene definita come una emozione prosociale: ci spinge a concentrarci sulle azioni riparative e sulla cura della vittima; ci rende più responsabili, empatici e altruisti. E dal momento che ci spinge all’azione e al problem solving, ha il potere di sviluppare e potenziare le nostre capacità cognitive e di apprendimento veloce.

Quando, invece, proviamo vergogna valutiamo il nostro io interiore come cattivo: pensiamo di essere sbagliati, di essere noi inadeguati! E non essendoci un modo veloce per riparare i nostri difetti, ci chiudiamo in noi stessi, ci nascondiamo, rifuggiamo dalle persone e dal giudizio che potrebbero farsi nei nostri confronti e scappiamo dal problema che abbiamo generato: lo allontaniamo da noi, lo evitiamo!

La vergogna serve a ridurre l’esposizione sociale dopo una perdita di status, ma ha un forte potenziale distruttivo, poiché spinge a concentrarsi solo sull’umiliazione subita e sulla conseguente valutazione negativa di sé, e se si cristallizza, con il tempo, mina l’autostima, rende più aggressivi, più depressi e insicuri, meno propensi a prendere rischi, a risolvere le situazioni problematiche e ad apprendere.

Come people manager, come ci comportiamo quando le nostre persone sbagliano? Cosa diciamo loro? Quali sono i nostri atteggiamenti nei loro confronti? Tendiamo ad arrabbiarci e a trovare una punizione? Oppure siamo più propensi a chiedere di cercare delle azioni riparative?

Favorire una cultura dell’errore in azienda parte proprio dal rapporto che ciascuno di noi ha nei confronti dell’errore. Le aziende che adottano questa mentalità, solitamente favoriscono l’assunzione del rischio calcolato e quindi riescono ad essere più flessibili, innovative, maggiormente legate al miglioramento continuo e attente al benessere psicofisico delle proprie persone.

Le altre rischiano di rimanere indietro !

Come people manager, come ti comporti quando le tue persone sbagliano? Cosa dici loro? Quali sono i tuoi atteggiamenti nei loro confronti? Tendi ad arrabbiarti e trovare una punizione? Oppure sei più propensa e propenso a chiedere delle azioni riparative?

Saper distinguere tra i due atteggiamenti e conoscere i diversi impatti che scatenano danno ai manager una marcia in più sia nella comunicazione, sia nella creazione di team di successo.

Trovi il perché nel mio nuovo articolo…

la vergogna dalla colpa costruttiva è importante per coloro che gestiscono risorse umane e sono chiamati a dare feedback, perché spesso vengono confuse o usate come sinonimo. Ma benché possano partire da uno spunto comune, le due emozioni hanno una coloritura, un gusto, una manifestazione fisica diverse e, non ultimo, dei comportamenti e delle conseguenze diametralmente opposte.

Paola Sabbatini

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