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Conversazioni difficili

Conversazioni difficili

È preferibile fare finta di niente, anziché dare un feedback negativo. È meglio stare zitti, piuttosto che dire ciò che pensiamo: è la strada più facile… Ma non quella più efficace!

L’altro giorno, a pranzo, un’amica si lamentava con me del marito. Mi raccontava che non sopporta un suo preciso modo di fare e che, ogni qualvolta si comporta così, le sale il sangue alla testa! In un attimo di pausa, tra un lamento e l’altro, le chiesi se ne avesse mai parlato con lui. “Assolutamente no!” rispose. “A parte che tanto non servirebbe a niente… E poi la prenderebbe molto male!”.

Contrariamente a quanto si pensi, le conversazioni difficili riguardano tutti noi e sono molto più frequenti di quanto crediamo. Siamo di fronte a una conversazione difficile ogni qualvolta abbiamo qualcosa di difficile da dire. Tanto difficile che preferiamo non dirla!

Non possiamo rinnovare un contratto di lavoro; dobbiamo comunicare una malattia; vogliamo consegnare le dimissioni; dobbiamo negare un aumento; dobbiamo dare un feedback negativo o comunicare un provvedimento disciplinare; vogliamo chiedere la restituzione di un debito; non tolleriamo più un comportamento; non ci piace qualcosa o, peggio, dover fare qualcosa; vorremmo essere trattati in modo diverso; desideriamo fare qualcosa di diverso… Sono tutte conversazioni difficili!

È più facile parlare male del collega quando non c’è, invece che affrontarlo direttamente. Allo stesso modo, è preferibile per un capo fare finta di niente, anziché dare un feedback negativo. È meglio stare zitti, piuttosto che dire ciò che pensiamo veramente! È vero: è la strada più facile… Ma non quella più efficace! Una parte di noi, infatti, decide di tacere per il quieto vivere. Un’altra, però, continuerà a notare quella cosa che non va giù, esattamente come il battito della lingua sul dente che duole.

Ma cosa c’è di così difficile? Perché evitiamo di parlare chiaramente? In realtà è tutta colpa del nostro cervello e della sua capacità di giocare d’anticipo!

Ci vuole un esempio. Immaginate una cosa che proprio non tollerate di una persona a voi vicina. Vi chiedo di fare uno sforzo e visualizzare qui, davanti a voi, una persona reale che sta agendo in un modo che proprio non sopportate… Ora: immaginate che io abbia il potere di obbligarvi a parlargliene direttamente. Adesso! Come vi sentireste? Molto probabilmente, male al solo pensiero: avreste paura! Paura di scatenare una rissa, di ferire, di rovinare i rapporti, di essere giudicati!

Ecco perché non è semplice dire le cose difficili: il nostro cervello anticipa il problema. Si immagina che, parlando, tutto andrà di male in peggio! E, se ne è convinto, farà in modo di farlo andare così.

Imparare a dire cose difficili, senza scatenare risse o rovinare relazioni, non è facile, ma è certamente possibile! Possiamo iniziare con alcune regole di base, utili in diverse conversazioni difficili. Primo: chiariamo con noi stessi l’obiettivo. Cosa vogliamo dire? E soprattutto: cosa vogliamo ottenere? Secondo: parliamo di noi, non dell’interlocutore. Raccontiamo i fatti e definiamo l’impatto che ha avuto ha su di noi, sul contesto, sugli altri. Spieghiamo cosa ci piacerebbe o cosa non vogliamo, cosa ci fa stare male e cosa ci farebbe stare meglio. Partire da noi significa assumerci la responsabilità delle nostre scelte e delle nostre idee, senza accusare o giudicare nessuno! Terzo: lasciamo che l’altro si sfoghi e teniamo a bada le nostre emozioni. Molto probabilmente ciò che diremo non gli piacerà, è comprensibile! Accettiamo la sua reazione emotiva e legittimiamola, senza farci prendere dal vortice negativo. Quarto: evitiamo generalizzazioni, esasperazioni, rivangamenti, giudizi e assolutismi: non è una sfida, in cui qualcuno deve per forza perdere!  Quinto e ultimo: cerchiamo di essere propositivi. Offriamo una soluzione o nuove possibilità, facciamo una richiesta, proponiamo un’alternativa. Purché sia chiara ed ecologica per entrambe le parti!

Ah… dimenticavo il segreto più importante! Smettiamola di vedere l’altro come il nostro nemico! È soltanto un essere umano, con i suoi pregi e i suoi difetti. Esattamente come noi!

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