L’efficacia del Blended Learning

 

(tratto da “Come coinvolgere con la formazione” Persone&Conoscenza N°112 – Maggio 2016 edz. Este)

Ma oggi, per le aziende che hanno come obiettivo quello di ottenere risultati formativi efficaci in poco tempo e con il massimo coinvolgimento dei dipendenti, c'è anche il Blended Learning, una modalità mista per lo sviluppo delle competenze che alterna momenti di apprendimento e meeting online con percorsi in aula e coaching telefonico o via web.
I vantaggi non mancano a cominciare dalla flessibilità e praticità dei corsi. I partecipanti possono infatti organizzarsi al meglio in base ai loro tempi di apprendimento e agli impegni di lavoro.

 


“Si inizia con una prima parte online per prendere familiarità con i contenuti formativi, esercitarsi e fare pratica in prove a complessità crescente,  come per esempio  con i simulatori di Feedback.


“I percorsi online sono molto coinvolgenti, sviluppati seguendo le logiche della gamification, possono avere una durata complessiva di circa 1 -1,5 ore. Tutti i contenuti sono curati nei minimi particolari, per garantire la massima consistenza con le competenze da apprendere e le capacità da sviluppare.”


“Ogni partecipante quindi, attraverso un Project Work Interattivo, definisce l'obiettivo da raggiungere e in che modo lo realizzerà nel proprio ambito lavorativo” prosegue Colombo.


“La seconda fase del percorso, è rappresentato da uno o due giorni in aula con il Trainer, in cui confrontarsi con i colleghi, esercitarsi, allenarsi con casi aziendali e ricevere feedback mirati per sviluppare le proprie capacità. I momenti d’aula sono quindi fondamentalmente esperienziali, perché i contenuti didattici i partecipanti l’hanno già acquisiti nella parte precedente.”


La terza fase del training è quella della realizzazione del Project Work e del rapporto one to one con il coach, che avviene via web o per telefono e garantisce la massima personalizzazione della formazione perché si lavora sui bisogni specifici della persona. Un iter capace di coinvolgere al massimo il partecipante rispetto a un approccio tradizionale. “Tanto che la percentuale di coloro che arriva fino alla fine del percorso è vicina al 100%, raramente c'è chi abbandona il corso”, sottolinea Colombo. Questo significa che trovano i contenuti e la modalità con cui vengono erogati molto vicini alle loro necessità e al loro mondo. Senza contare che il  Blendend learning garantisce una ottimizzazione del tempo a disposizione di partecipanti e aziende, aspetto quest'ultimo che le organizzazioni moderne tengono sempre ben presente.


 “In questi ultimi anni in una delle nostre principali aree di formazione che è quella che riguarda le soft skill, il 90% dei percorsi vengono realizzati con il Blended learning”, aggiunge Colombo.
Anche a livello di obiettivi raggiunti le soddisfazioni non mancano. “Dal 2009 a oggi i partecipanti che hanno seguito corsi con la modalità Blended hanno raggiunto il 130% degli obiettivi prefissati, questo significa che sono andati oltre il target che si erano pianificati”. E in tempi di ottimizzazione dei costi aziendali, questo è un punto da non sottovalutare.

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