La formazione è tempo perso?

(tratto da "La formazione è tempo perso?" Persone e Conoscenze - Ottobre 2016 - Edz. Este)

Sono una formatrice e un'assidua partecipante ai corsi di formazione altrui. Quindi, ovviamente, il tempo dedicato alla formazione, per me, non è mai sprecato. Tuttavia, credo sia importante rispondere alla domanda se la formazione aziendale rappresenti o meno tempo perso, dal momento che i bisogni dei partecipanti e delle aziende stanno rapidamente cambiando.
Nella mia esperienza, la formazione è sempre utile.

Conoscere noi stessi, come funzioniamo, quali sono le nostre risorse e i nostri limiti, le abitudini e le strategie è davvero importante: aiuta a comprendere come siamo fatti, ad aprirci agli altri e al mondo.
Oltre a questo, sono convinta che la formazione oggi debba misurarsi anche con gli aspetti più pratici, e quotidiani, legati all'operatività di coloro che dovranno poi tradurre quella "forma" in "azione".


Dal mio punto di vista, in azienda rischiamo di perdere delle occasioni ogni qualvolta la formazione rimane un puro esercizio di pensiero, seppur profondo, senza tradursi in possibilità nuove per l'individuo.
Poniamo, ad esempio, che io abbia un grosso problema in ufficio: non so come risolverlo e per paura, continuo a ignorarlo. In aula posso iniziare ad analizzarlo, capirne le cause e le motivazioni, comprenderne le dinamiche, vederlo da più angolazioni. Se sono fortunata, ho l'opportunità di scoprire cosa faccio per alimentarlo e se ci sono altre opzioni disponibili. Posso sperimentare tecniche diverse, in grado di stimolare il pensiero creativo, per identificare le soluzioni possibili e selezionare quelle migliori. Poi, però, qualche giorno dopo, torno in ufficio e il mio problema è sempre lì, uguale a come l'ho lasciato. Se non inizio a fare qualcosa di diverso rispetto a quello che faccio di solito, se non "agisco" le scoperte fatte in formazione, la consapevolezza che l'aula mi ha lasciato rischia di rimanere fine a se stessa.


La formazione aziendale ha senso, per me, se mette in moto un processo di cambiamento anche piccolo, nel nostro modo di agire nel mondo, con l'obiettivo di sentirci più comodi. Nel fare questo, acquisiamo maggior fiducia, ci apriamo al cambiamento, allontaniamo la paura attraverso la sperimentazione e la conoscenza.


Affinché, oggi, la formazione possa essere un vero catalizzatore di cambiamento, altre attività si stanno affiancando all'aula. Da tempo, nel panorama europeo e d'oltreoceano (nella mia esperienza anche in quello italiano, con diverse multinazionali che hanno sposato il blended learning), le aziende chiedono sempre più percorsi modulari, in cui il tempo dedicato alla formazione in aula c'è, ma si riduce e si trasforma.
I modelli teorici vengono veicolati dall'e-learning 2.0, interattiva, dinamica, veloce e fruibile h24, 365 giorni l'anno, dove si vuole, con qualsiasi supporto. L'aula diventa laboratorio, in cui sperimentare il learning by doing. I simulatori online di realtà sono in grado di stimolare i partecipanti nel mettersi alla prova, spingendoli ad uscire dalle proprie abitudini. I coach, i tutor, i mentor si fanno garanti del cambiamento in operativo, aiutando le persone (via web o telefono) ad elaborare le scoperte e a rafforzare le nuove strategie.

I MOOC E LA FORMAZIONE D'OLTREOCEANO
Tornata dalle ferie, mi sono iscritta a un percorso online, tenuto dal Mitx (corsi online gratuiti del Massachusetts Institute of Technology). Al di là del tema molto interessante (parla di Leadership) ciò che mi ha ingaggiato nonostante sia "solo" un corso online, sono alcuni ingredienti: le aule virtuali, la sperimentazione individuale all'interno del proprio ambiente; la creazione di un gruppo di collaborazione in remoto.
Sono riusciti a coinvolgere settantacinquemila partecipanti in tutto il mondo, in un percorso formativo online, sfruttando il potere del gruppo e gli strumenti social.
Siamo alla terza settimana di lavoro e francamente non so quanti di questi 75000 arriveranno alla fine. Tuttavia, questo è un esempio di quanto la formazione, oggi, abbia strumenti e tecnologia che possa aiutarla a progettare ed erogare percorsi più vicini al linguaggio, al modo di vivere e di lavorare dei partecipanti. Percorsi come questo si stanno diffondendo in tutto il mondo. Si chiamano Mooc (Massive Open Online Course) e sono corsi organizzati e gestiti anche dalle migliori università del mondo.

L'ESPERIENZA DI NEWCOM
La nostra azienda ha abbandonato la formazione classica a favore del Blended Learning nel 2009, quando una grande multinazionale ci ha commissionato dei percorsi manageriali particolari. Le persone dovevano essere coinvolte in una formazione di gruppo e individuale, che iniziasse prima dell'aula e continuasse dopo con delle esperienze individuali. Il percorso non doveva superare le tre settimane e i costi dovevano essere contenuti. Infine, le risorse umane e i capi dei partecipanti, dovevano essere messi in grado di valutare il Ritorno delle Aspettative (ROE) in modo chiaro e inequivocabile.
Già allora credevamo fortemente al "learning by doing" e da un po' di tempo ci interrogavamo sulla possibilità di creare percorsi più aderenti alla realtà lavorativa delle persone, in cui la trasferibilità in operativo avvenisse davvero! Così abbiamo generato un modello formativo misto, composto di tanti elementi, in grado di ingaggiare il partecipante attraverso diversi strumenti: gli IBO  

(Interactive Business Objects, sono moduli online interattivi, di seconda e terza generazione, e simulatori di realtà); i Project Work Interattivi; la Facilitazione d'aula; il Web Coaching e/o le Phone Tutorship; le Classi Virtuali; le Library.
Per noi è stata una sfida incredibile, una rara opportunità che abbiamo colto al volo e che ci ha permesso di fare un "salto quantico" nel mondo della formazione manageriale, in soli due anni. Oggi abbiamo all'attivo più di venti percorsi di formazione blended, in grado di certificare i cambiamenti che i partecipanti realizzano durante il periodo di formazione (che varia dalle 3 alle 4 settimane). Gli obiettivi vengono raggiunti al 100%: abbiamo superato la media del 130% di ROE (calcolato sulla base delle azioni pianificate prima del corso e azioni realizzate alla fine del corso) e il 98% dei partecipanti arriva fino alla fine.






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